Cosa fa un oleificio di sansa di oliva?

Sottopone a trattamento la sansa di oliva: il nocciolo e la polpa dell’oliva, vale a dire ciò che resta dalla lavorazione dell’oliva e la produzione di olio d’oliva nel frantoio.

Il procedimento

Ci sono due fasi:

• essicamento della sansa

• estrazione dell’olio d’oliva ancora contenuto in essa.

I prodotti risultanti da questo trattamento sono:

  • L’olio di sansa di oliva: commestibile poichè sottoposto a raffinatura. Indicato per l’alimentazione, è decisamente di qualità molto migliore rispetto ai vari oli di semi esistenti sul mercato.
  • Il nocciolino di sansa di oliva: si tratta di un biocarburante utilizzato in appositi bruciatori per produrre energia. È economico, naturale al 100% ed ecologico.

Le verità – L’ECO-stazione

Le verità

Non esiste produzione di olio d’oliva senza produzione di sansa.

Se non esistessero gli oleifici di sansa di oliva, il problema creato dai rifiuti dei frantoi sarebbe irrisolto. La sansa di oliva sarebbe un agente inquinante per l’ambiente in centinaia di punti della campagna, con enormi conseguenze, come l’inquinamento delle acque sotterranee, atmosfera maleodorante ecc.

Il nocciolo dell’oliva, una materia prima naturale, è l’unica risorsa per la produzione di olio di sansa di oliva e nocciolino di sansa.

Un oleificio di sansa di oliva che rispetta le normative di funzionamento costituisce un circuito chiuso di lavorazione che non produce rifiuti.

È una vera e propria «eco-stazione».

Gli odori

L’intenso odore di “terra” della sansa – che spesso provoca reazioni – è dovuto alla sua “fermentazione”, che ha luogo se lasciata senza trattamento per un lungo periodo di tempo, esposta a temperature elevate e piogge.

Il fumo

Il fumo bianco che appare durante il funzionamento dell’oleificio di sansa di oliva NON costituisce gas di scarico.

È l’umidità della sansa che viene eliminata, durante l’essiccamento, sotto forma di vapore acqueo.

Quindi, si tratta solo di un disturbo ottico.